Sudden Death - Injection of hate
Anno: 2004
Genere: Brutal Death
Etichetta: Dead Bang Records
Durata: 28:20
Autore: Ares
Voto: 6/7
Avvicinarsi al brutal death proposto dagli italianissimi Sudden Death, non e' certo cosa semplice, bisogna essere dei veri amanti di tali sonorita'. Avere la voglia di non pensare per un momento ai capi scuola del genere, che nell'arco di una decade hanno segnato pesantemente questo movimento, e' l'unico modo per apprezzare in pieno “Injection of hate”; un disco onesto, diretto, privo di sbavature ed orpelli pseudo compositivi di contorno, in un certo qual modo elitario, come lo potrebbe essere qualunque disco dei Morbid Angel.

Dopo un sostanziale cambio di line-up e due anni di pausa dal precedente “Devoured Inside”, i nostri ritornano sulla scena freschi di un contratto con la Dead Bang Records e con tanta rabbia repressa sulle spalle!
Rispetto a “Devoured Inside” non si segnalano novita' eclatanti; la proposta e' la medesima, cosi' come attitudine e tematiche rimangono fedeli alle linee guida del suddetto genere. A sopperire al problema originalita' ci pensa la perizia tecnica dei quattro furiosi membri, che non lascia troppo spazio a riflessioni, visto il muro di suono che riescono a scatenare.
Headbanging furioso, incarcerato tra latrati in growl e screaming inumani, supportati da un riffing sanguinario che alterna parti tirate a ripartenze improvvise e sporadici intermezzi simil mid-tempo. Stesso discorso per la parte ritmica, in cui pero' la batteria soffoca tutto il resto, risultando eccessivamente monotona soprattutto nelle parti piu' tirate.
Il disco prosegue per tutta la sua durata sempre compatto, ottima quindi la scelta di stare al di sotto dei 30 minuti, per evitare il piu' possibile noia o stanchezza timpanica, anche se questo non credo possa essere un “difetto” attribuilbile ai soli Sudden Death.
In evidenza “Apocalypse 12.4”, lento macigno death condito da improvvisi cambi di tempo, “Captured” e “Tortured by chain saw”, violente schegge impazzite, e la conclusiva “sperimentale” “Too dead to fuck”.
In definitiva “Injection of hate” e' una discreta prova del valore di questo quartetto, le cui qualita' non si discutono (avrebbero seno' aperto concerti di Suffocation, Behemoth, Novembre e molti altri?!), ma che manca ancora una volta dello spunto vincente e originale per emergere dalla massa.
Sanguinari.

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