Disillusion - Gloria
Anno: 2006
Genere: Industrial metal
Etichetta: Metal Blade
Durata: 51:14
Autore: AliceInHell
Voto: 4.5
I Disillusion io li aspettavo da un casino di tempo. Tipo che quando ho saputo che sarebbe uscito il loro secondo album me lo sono scritto sull’agenda. Sono pronta a giurare che c’avevo pure messo almeno tre punti esclamativi. Sono pronta a giurarlo, insomma, quanta voglia c’avessi di ascoltare questo Gloria. Una gran voglia di avere nella stanza a pieno volume un altro Back To Time Of Splendor: una specie di fotocopia del primo, solo una fotocopia fatta di note nuove. Come una fotocopia identica ma tutta fresca di stampa, ancora calda e senza angoli arricciati. Profumata di inchiostro come una lettera d’amore.

Non chiedevo altro.
Non chiedevo di meglio.

Bene, è chiaro dove voglia andare a parare con ‘sta razza di premessa: Gloria fa schifo.

Gloria fa schifo rispetto al meraviglioso ed eccelso Back To Time Of Splendor, ma fa schifo pure di per sé. Voglio dire, fa schifo se inserito in un paragone per nulla semplice, ok, ma fa schifo pure se preso isolato. Un album che fa schifo se inserito in un paragone va ancora bene: un album che fa schifo pure se preso isolato non va mica più tanto bene.

Gloria non ha più niente del suo predecessore. Non c’è più traccia di chiaroscuro, di un intero romanzo finito compresso dentro un cd masterizzato. Non ha più niente di quel sapore devastante, come di bruciato nella gola. Non ha atmosfera, non ha il deragliare della violenza. Seppure in certi rarissimi spunti (Dread It) tenti di non mandare completamente a farsi fottere il capolavoro che lo ha preceduto, alla fin fine questi momenti mettono ancora più tristezza. E’ la tristezza del ricordo che manco morto che ritorna a galla. E’ la tristezza del tempo che passa, della fine dei tempi d’oro. Credetemi: un brutto tipo di tristezza.

Il buon Vurtox e i suoi due amichetti crucchi si sono bevuti il cervello. E dire che niente, io i Disillusion me li sarei portati nella tomba. Sulla classica isola deserta, capite, no, che casino. Ora che cosa me li porto a fare sull’isola deserta se poi si mettono ad usare ‘sti filtri deprimenti alla voce? Se si mettono a sperimentare ‘sta robaccia che va bene i Rammstein non mi vanno proprio giù neanche con l’imbuto, però che cazzo. Certo, sembrerò l’ennesimo rompipalle chiuso di vedute. Che non sa cosa voglia dire evolversi, aprirsi a nuove possibilità musicali, alle contaminazioni, ad una nuova grafica ed una nuova veste sonora: ma per favore.

Mi piange il cuore, perché le mie ultime ancore con il metal mi stanno abbandonando una dopo l’altra. Pessima sensazione. Di groppo in gola, arto mozzato.

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