Cradle o Filth - Cruelty and the beast
Anno: 1998
Genere: Symphonic black
Etichetta: Music for Nations
Durata: 56:16
Autore: Arwyl
Voto: 8
Questo disco è, secondo la mia modestissima opinione, uno dei capolavori assoluti dei Cradle Of Filth, un cd che ha segnato una linea di demarcazione rispetto agli esordi e sicuramente uno standard per quanto riguarda la scena Symphonic Black.
Concept album che narra la storia della contessa Elizabeth Bathory, una dama ungherese del XVI secolo dedita a pratiche omosessuali con le sue cameriere e giovani contadine, che poi sgozzava, e nel cui sangue faceva il bagno, credendo di conservare in questo modo la sua giovinezza.
Il cd parte con “Once Upon Atrocity”, un intro in pieno stile Cradle of Filth che ci trasporta fra le mura di un castello in rovina e ci introduce alla sanguinaria storia della contessa.
L'intro svanisce in “Thirteen Autumns and a Widow”, una vera mazzata iniziale. Rispetto alle canzoni presenti sui dischi precedenti si nota qualcosa di nuovo, di diverso; il sound si fa decisamente più curato e la voce di Dani risulta, secondo me, molto più convincente di quanto non fosse stata in passato. Lo screaming acutissimo degli esordi lascia il posto a tonalità leggermente più basse e più studiate.
La successiva “Cruelty Brought thee Orchids” è un capolavoro, violenza e melodia si sposano perfettamente in questa canzone. Non c'è una nota fuori luogo o superflua e la sezione ritmica di Nicholas è studiata nei minimi dettagli per enfatizzare tutta la composizione. La parti più violente e black oriented si incastrano in modo praticamente naturale fra le melodie più sognanti presenti in questo pezzo.
La succesiva “Beneath The Howling Stars” si muove abbastanza sui binari dettati dalle due precedenti songs, regalandoci nella parte finale un mid-tempo da brivido sul quale la voce di Dani e di Sarah si alternano e si incrociano in un duetto mozzafiato.
“Venus in Fear” è un buon intermezzo che ci ricorda chi fosse la contessa Bathory, mentre “Desire in Violent Overture” ci trasporta in una dimensione quasi thrash; “Twisted Nail Of Faith” è un altro pezzo vincente, la cui parte finale vi lascerà sicuramente a bocca aperta.
La storia della Contessa termina con la monumentale “Bathory Aria”, una suite di 11 minuti molto ben strutturata nelle sue molteplici sfaccettature, specialmente nella parte finale dove sfuma nella strumentale “Portrait of the Dead Countess”. L'album si chiude in bellezza con “Lustmord and Wargasm ( The Lick of Carnivorous Wind)”, una canzone tiratissima che segna l'epilogo di un album decisamente sopra le righe.
“Cruelty and the Beast” esce anche in una bellissima edizione limitata a forma di croce, la quale, oltre a contenere una versione leggermente diversa di “Lustmord and Worgasm” intitolata “Lustmord and Wargasm ( The ReLicking of Carnivorous Wounds)”, contiene le cover di “Black Metal”, “Hallowed Be Thy Name (Shallow Be My Grave) e “Sodomy & Lust” (credo sia superfluo dirvi di chi ha scritto queste tre songs magistralmente interpretate dai vampiri inglesi). L'ultimo pezzo della Limited edition è una rivisitazione in chiave techno di “The Twisted Nails of Faith”, ma su questa non voglio esprimere giudizi.
Con questo cd i Cradle hanno confezionato un'opera d'arte degna di questo nome e soprattutto sono riusciti nella difficile impresa di non deludere i fan dopo un album del calibro di “Dusk...and Her Embrace”.
Supreme Vampiric Evil

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