Disillusion - Back to times of splendor
Anno: 2004
Genere: Death
Etichetta: Metal Blade
Durata: 56:25
Autore: AliceInHell
Voto: 9
Stupendo, particolare, palpabile al tatto, lancinante.
Veramente una sorpresa delle più disarmanti questo primo album composito dei tedeschi Disillusion, che tocca livelli inauditi con sei tracce organicamente squilibrate e capaci di togliere il respiro e la parola. Sei tracce, ma un intero universo completamente ignoto e paurosamente enigmatico. Sei tracce, ma di una durata alla Opeth e così intrise di cambi di tempo, cambi di umore, cambi di scenario, che comportano un impegno non facile da sostenere e sfiancante per l’intensità raggiunta. Gli Opeth appunto possono essere riconosciuti come una delle influenze di questo lavoro, ma è estremamente difficile realizzare paragoni appropriati, perché l’originalità prevale in modo drastico su tutti i raffronti e lascia spiazzati, piacevolmente vacillanti, quasi barcollanti, svenuti. Perché si possono riconoscere i Pantera nei riff di chitarra e nel growl possente (“Fall”), ma non meno dei Soilwork nei particolarissimi cori (“And The Mirror Cracked”), e oserei dire anche Tool ed A Perfect Circle in alcuni passaggi di voce bellissimi… Il death è sicuramente il genere di appartenenza, ma mai un album è stato al di sopra di ogni classificazione.
Così in alto da creare un certo disturbo.
“Back To Times Of Splendor” è un lavoro di difficile ascolto, quindi lo sconsiglio agli amanti delle linee melodiche e semplici da catalogare, e lo consiglio a chi è pronto a lasciar perdere ogni altro pensiero che non sia musica.
Frammenti di pianoforte, folate di violini, suoni di foresta, ansimi, chitarre pesanti, violente, assassine, voce dura, cattiva, e poi dolce, furba, ermetica, arpeggi di basso che sfociano in delirio, accordi spassionati, vita intrecciata a incubo, fiamme e… splendore.
Un dramma dalle tinte fosche e un attimo dopo illuminato da un irriverente raggio di luce. Un’opera dalle mille sfaccettature e dagli infiniti volti, che si inserisce a stento tra i pensieri, e scaccia via tutto con la prepotenza che si possono permettere solo i fuoriclasse.
I Disillusion mi sono piaciuti tantissimo, fin dal primo ascolto, per la loro invadenza ed una personalità forte e salda, che risiede principalmente nel cantante e leader Vurtox, e che si incarna perfettamente in questi salti improvvisi e disorientanti dal buio alla luce, dalla quiete al frastuono.
La title track risulta un lavoro compiuto già di per sé, e da sola basterebbe per far venire una pelle d’oca impossibile da calmare.
Forse le mie parole saranno ritenute eccessive, troppa passione e poca critica -mi si dice-, ma credo che questo “Back To Times Of Splendor” sia uno di quegli album che o si odiano o si amano.
…facile da odiare, bellissimo da amare.

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