>> COVER
>> LINE UP
Mika: vocals
Kalle: guitars
Matti: bass, keys, programming
Janne: drums
>> TRACKS
1.Into Nothingness
2.Still Aeon
3.To Leave
4.Aura
5.Slow Motions
6.The Missing Pieces
7.A Woeful Song
8.Laren U Freht Ona
9.The Empty Flow
>> INFO
GRUPPO: Sham Rain
TITOLO: Someplace Else
ETICHETTA: Firebox Records
ANNO: 2005
GENERE: Gothic rock
DURATA: 46:29
WEB SITE: www.shamrain.cjb.net
>> RECENSIONE
Un altro lavoro per i finlandesi Sham Rain, dopo il debutto “Pieces” e il full lenght “Empty World Excursion”.
Un altro buon passo calcato sul suolo delle atmosfere nordiche e tra gli alberi della tristezza delicata, tenue, colorata in acquarello, diluita di lacrime. Una conferma per un gruppo di discreto livello (leggi intervista e recensione in archivio!): una conferma con tutto ciò che questa parola si porta dietro, di positivo e negativo. Un concetto che racchiude in sé un percorso di continuità privo di scivoloni e di cadute di stile, ma privo anche di impennate, di voli nel cielo, di svolte a gomito verso l’oltre.
Gli Sham Rain con questo disco decretano la loro appartenenza ad una schiera ben definita di musicisti: quelli che piacciono -e anche tanto, e anche a tanti- ma che a mio personale giudizio sono di tutt’altra materia fatti che non di stelle.
Le atmosfere disegnate dalla voce di Mika degli Entwine aleggiano sempre a pochi metri da terra, con spunti di originalità inframmezzati però da momenti di rotta piuttosto piatta e noioisa.
Così che la sensazione che ne deriva è quella di un viaggio senza spigoli all’interno di sentimenti mai del tutto sviscerati. Proprio come succedeva con il precedente “Empty World Excursion”, anche qui le strade fiancheggiano l’introspezione, e non vi affondano mai veramente.
Gli Sham Rain sono un buon gruppo da un punto di vista oggettivo: dotato di una personalità abbastanza intensa e capace di creare orizzonti con un uso valido degli strumenti. Tuttavia con questo disco -da intendersi semplicemente come la seconda tappa di un viaggio intrapreso con il primo full lenght- si sono appiccicati addosso (volutamente o meno) un’etichetta che sarà difficile da confutare in futuro, e che sarà automaticamente riconfermata, come spesso accade con le band che stanno nella terra di mezzo della musica di livello discreto.
Così questo “Someplace Else” è il secondo porto raggiunto seguendo una rotta ben definita e ben sicura. Al riparo dai rischi di un fallimento e dalle capriole dell’anima di un vero successo.
I miei occhi, tuttavia, lo vedono più come un vicolo cieco che non come un percorso in mare aperto. E in questa chiave di lettura inserisco la scelta dell’aggiunta della voce femminile in “The Empty Flow”: un passo apparentemente efficace, ben studiato, logico, azzeccato nelle tinte e negli abbinamenti. Ma in realtà una mossa sbagliata, e prevedibile.
Purtroppo dove vede la prevedibilità il mio giudizio si fa più severo, perché le conferme sono scelte sicure ma solo ad una prima occhiata. Se le si guarda bene, in profondità, ci si rende conto dei loro immensi rischi. Una botola aperta verso lo standard: anche di buon livello, ma pur sempre standard.
Gli Sham Rain dunque non stupiscono in nessun senso, ma danno la seconda mano alle loro mura bianche di note struggenti. Passano un altro strato di colore lungo le stesse venature dell’anima, senza brillare e senza sbagliare.
Ma non sono sicura che stia proprio nel non sbagliare la via giusta nella musica.
>> GIUDIZIO
VOTO: 7
ARTWORK: 7.5
TECNICA: 7
ORIGINALITA': 6
LONGEVITA': 6
PRODUZIONE: 7.5
PERSONALITA': 7
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