>> COVER
>> LINE UP
Carmelo Orlando: guitars & vocals
Giuseppe Orlando: drums
Demian Cristiani: bass
>> TRACKS
1.Distances
2.Everasia
3.Come Pierrot
4.Child of the twilight
5.Cloudbusting
6.Flower
7.Valentine (almost an instrumental)
8.Venezia dismal
9.Conservatory resonance
>> INFO
GRUPPO: Novembre
TITOLO: Novembrine waltz
ETICHETTA: Century Media
ANNO: 2001
GENERE: Death
DURATA: 59:52
WEB SITE: www.anathema.ws
>> RECENSIONE
Ascoltando questo disco la prima
volta, mi sono subito chiesto: ma quanto sono cresciuti i Novembre?
Da un black metal (Wish
I could dream it again..)
iniziale privo di
fronzoli, sono passati disco dopo disco ad un death metal melodico e raffinato,
che non scade mai nella banalita’ o nel gia’ sentito, davvero bravi.
I fratelli Orlando sfornano un
album grandioso, intriso di una tristezza e di una malinconia molto mediterranei
(Everasia), in grado di rapire chiunque, anche chi non e’ solito ascoltare
questo tipo di sonorita’; Carmelo infatti, alterna magistralmente, vocals growl
ad altre totalmente pulite, cosi’ come le chitarre (distorte e acustiche) e la
batteria, che svariano dal death al gothic, estasiando
e convincendo l’ascoltatore.
Questo Novembrine waltz e’ un
album maturo, che segna l’apice (per ora) dei tre romani, che non a caso sono
sotto l’etichetta Century Media, a dimostrare che anche noi italiani siamo in
grado di suonare ad altissimi livelli (qui non so perche’ mi viene in mente
“Italians do it better” – programma di Rock TV - ).
I Novembre piu’ che spingere
sull’acceleratore come forsennati, preferiscono atmosfere piu’ tranquille e
cadenzate, dove poter fare emergere le loro malinconiche melodie, che ci
cullano per tutto l’ascolto, senza risultare pero’ soporifere, come molto
spesso in questi casi accade (Child of the twilight); si gioca molto sullo
schema quiete/tempesta, alternato molto sapientemente.
Per quanto riguarda le liriche,
sono molto oscure, criptiche e, ribadisco, originali; ci sono anche alcuni
brevi spezzoni cantati in italiano.
Nella parte centrale del disco,
quasi a voler spezzare la tensione creata nella prima parte, troviamo una cover
di Kate Bush (Cloudbusting), in cui Carmelo lascia il microfono ad Ann-Mari
Edvardsen, cantante dalla voce possente, ma non eccessivamente lirica; questa
cover e’ parecchio strana, costruita su un riff portante che si ripete per
quasi tutta la sua durata, e che comunque non sfigura per niente difronte al
resto del disco.
Le canzoni non scendono mai al di
sotto dei 6 minuti , eccezion fatta solo per la cover, ma vi posso assicurare
che non ci si accorge assolutamente della loro durata, perche’ si verra’ totalmente
ingabbiati in questa tela di sonorita’ decadenti.
Da ascoltare assolutamente:
Distances, Everasia, Flower e Venezia dismal.
Ascoltate questo album e sara’ “come impazzire in un
mare dorato”...
>> GIUDIZIO
VOTO: 9
ARTWORK: 8
TECNICA: 8.5
ORIGINALITA': 8
LONGEVITA': 9
PRODUZIONE: 8
PERSONALITA': 9
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