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Recensione: Cradle of Filth - Damnation and a day
>> COVER
>> LINE UP
Dani Filth: scripture and howls

Paul: unrepentant white noise

Martin Foul: keys to ransacked eden

David Pubis: poisoned heart throb

Adrian: savage repercussion

>> TRACKS
>> INFO
GRUPPO: Cradle of Filth

TITOLO: Damnation and a day

ETICHETTA: Sony Music

ANNO: 2003

GENERE: Symphonic Black

DURATA: 76:53

WEB SITE: www.cradleoffilth.com

>> RECENSIONE
Dopo alcune uscite piu’ o meno utili, infarcite di live e remix vari, ritornano i vampiri londinesi Cradle of Filth, dopo aver firmato per la potentissima major Sony. Un ritorno importante, accompagnato da infinite polemiche e illazioni, caratterizzato da diverse novita’, prima fra tutte l’utilizzo di una orchestra in carne ed ossa, (l’Orchestra Filarmonica d’Ungheria) una produzione pressoche’ perfetta, una durata infinita, che raggiunge quasi i 77 minuti e come ultima, ma non per questo meno importante, un costo esorbitante per chi, come me, acquista regolarmente i cd. A differenza di quanto molti avrebbero immaginato, il passaggio alla Sony non ha indebolito minimamente il suono della band, che, anzi, risulta essere molto piu’ duro di quanto fatto in precedenza, quindi non vi aspettate, nel bene o nel male, sonorita’ gotiche o modaiole che hanno caratterizzato gli ultimi pseudo-dischi dei vampiri; abbandonati sinth, elettronica e le piu’ becere sperimentazioni, i Cradle ritornano con tutto quanto li aveva resi famosi i tempi che furono. Su Damnation and a day si possono trovare parti assolutamente brutali e altre piu’ sinfoniche e gotiche, a formare un disco diviso in quattro parti:

I.Fantasia down
II.Paradise lost
III.Sewer side up
IV.The scented garden

Ciascuna introdotta da una song sinfonica, realizzata grazie all’utilizzo della Budapest Film Orchestra, per un totale di diciassette canzoni. La musica proposta e’ un black metal molto raffinato, melodico, ma non eccessivamente, che non disdegna affatto di spingere sull’acceleratore; di anni ne sono passati dall’uscita di Principle, ed i Cradle sono cresciuti tantissimo, evolvendo incredibilmente il loro suono, ma senza mai dimenticare le proprie radici e Damnation and a day e’ il frutto di questa malvagia ed eccitante evoluzione. Sempre presente, anche se in maniera molto ridotta rispetto al passato, Sarah Jezebel Deva, con le sue “lead angelic voice”, accompagnata per l’occasione da un vero e proprio coro e dalla voce maschile di un narratore; naturalmente il compito maggiore viene svolto dalla voce di Dani, mai cos’ varia ed espressiva come in questo caso. Veramente immensa la produzione, in cui spiccano perfettamente tutti gli strumenti, in particolare le chitarre, potenti ed aggressive come non mai, fatto non poco importante per una band che suona un genere cosi’ estremo. Per la song Babalon A.D. e’ stato girato anche un video (decisamente meno pacchiano dei precedenti), diretto da Wiz (gia’ con Maryilin Manson, Oasis, Smashing Pumpkins ed altri), che rende omaggio ad un film di Pasolini basato su un romanzo del Marchese De Sade, in cui si parla di aristocratici che si abbandona ad esperienze sessuali assai perverse su degli schiavi precedentemente catturati (voto 7,5 – decisamente superiore alla media -). Per quanto riguarda le lyrics, Damnation and a day e’ un concept biblico, che inizia nelle profondita’ dell’inferno e si conclude tra le rovine in una desolazione totale: una sorta di cerchio, che annuncia l’inizio della fine. (Il disco si apre con una frase tratta direttamente dalla Bibbia: “La Terra era informe e vuota, e le tenebre erano alla superficie dell’abisso”.
>> GIUDIZIO
VOTO: 8

ARTWORK: 7.5

TECNICA: 8.5

ORIGINALITA': 7.5

LONGEVITA': 8

PRODUZIONE: 8

PERSONALITA': 8
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