>> COVER
>> LINE UP
Marcus: vocals
Eric: bass
Maik: guitar
Patrick: guitar
Matthias: drums
>> TRACKS
1.Echoes (Intro)
2.The Weapon They Fear
3.The Only Truth
4.Architects Of The Apocalypse
5.Voice Of The Voiceless
6.Numbing The Pain
7.To Harvest The Storm
8.Risandi Von (Outro)
9.Bleeding To Death
10.Tree Of Freedom
11.The Dream Is Dead
12.Deyjandi Von (Outro)
>> INFO
GRUPPO: Heaven Shall Burn
TITOLO: Antigone
ETICHETTA: Century Media
ANNO: 2004
GENERE: Metalcore
DURATA: 49:13
WEB SITE: www.heavenshallburn.com
>> RECENSIONE
Un manifesto di ribellione strutturato ed intelligente, un lavoro dotato di
personalità trascinante, una violenza non gratuita ma idealistica.
Un grande esempio di stile si cela in questo “Antigone”, il quale fa della band
tedesca, a mio parere, uno dei volti più interessanti del panorama attuale.
Formatisi nel 1996, esorditi nel 1998 con l’EP “In Battle There’s No Law”, forti
nel 1999 di uno split con i Fall Of Serenity e in seguito di un secondo con i
Caliban, acclamati grazie al primo full lenght album “Asunder” e dunque portati
più in alto dal contratto con la Century Media a partire dal precedente
“Whatever It May Takes” (2002), oggi gli Heaven Shall Burn sfornano questa
bestia di disco, sotto tutti i punti di vista intrigante e dannatamente pesante.
Il loro stile è un devastante metal core intriso fino al midollo di profonde
influenze death, e tra un riff e l’altro più marcatamente hardcore si possono
facilmente riconoscere nomi quali At The Gates su tutti –l’arma che viene
caricata in “Numbing The Pain” potrebbe esserne un simbolo…-, ma anche In Flames
–decisamente direi nelle linee melodiche delle chitarre in “Voice Of The
Voiceless”-, Bolt Thrower ed Earth Crisis. Tuttavia la cupa oscurità che intride
ogni singola nota va ben al di là di una serie di riferimenti al death metal, e
si collega a tutto un discorso ampio e profondo che abbraccia anche generi più
palpabilmente dark.
Gli Heaven Shall Burn ci sezionano il mondo, ce lo tagliuzzano in mille
frammenti e ce lo distruggono per mezzo della potenza vocale di Marcus Bischoff,
poi lo investono ai trecento all’ora sottoforma di bastonate di doppio pedale, e
pezzo per pezzo lo rimettono in piedi, migliore, più sincero, più puro.
Il tema della LIBERTA’ DA OGNI VERITA’ IMPOSTA mi fa rabbrividire, e in tutta
sincerità ha giocato una buona parte nell’influenzare il mio giudizio:
l’Antigone sofloclea come eroina svalutata, sfigurata, demonizzata, morta perché
la sua direzione non era quella del sistema, morta perché sola ma incoercibile.
La band si propone allora di farci riflettere, e non lo fa nel fastidioso modo
retorico che secondo me pervade la maggior parte dei gruppi hardcore puri, ma lo
fa vomitando, urlando, sbattendo la testa contro il muro dell’indifferenza.
Grazie alla violenza della musica si fa strada tra i circuiti neuronali dei suoi
ascoltatori, e cerca di spazzarne via le convinzioni, e di seminarne di nuove.
Non invade, ma spalanca porte. Abbatte mura non a forza di parole sinistroidi,
ma a forza di martellate, mattone per mattone, dal basso, non dall’alto delle
balconate.
Andando contro la religione come regime mentale, contro il maltrattamento degli
animali –sposando la causa vegana-, e contro tutto ciò che è definito come
libertà ma che in realtà è solo schifo, gli Heaven Shall Burn dipingono un
paradiso in fiamme, non in chiave anticristiana, ma in chiave più genuinamente
anti-tutto.
Grazie alla delicatezza di alcuni frammenti chiamati “Intro” ed “Outro”, il
ritmo battente a tratti viene spezzato e lasciato depositare sul fondo del
cervello, finchè nuovamente una fighissima ondata di chitarre ed urla più death
che core non lo risbatte in superficie.
In conclusione, gli Heaven Shall Burn mi sono piaciuti un sacco: io che non
ascolto nulla di hardcore ma che amo il death, sento di poterli consigliare in
tranquillità a chi si avvicina ai miei stessi gusti, ma soprattutto consiglio un
ascolto approfondito a tutti coloro che non si fermano mai ma continuano a
pensare, cercano di capire, approfondiscono e non si annoiano.
Un mucchio di persone avrebbero bisogno di svegliarsi un mattino sferzate da
questa musica: allora forse le loro menti si aprirebbero un po’ di più al nuovo
giorno, e farebbero girare questa cavolo di ruota finalmente nel verso giusto.
>> GIUDIZIO
VOTO: 8/9
ARTWORK: 8
TECNICA: 8.5
ORIGINALITA': 8.5
LONGEVITA': 9
PRODUZIONE: 9
PERSONALITA': 9
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