VOTO: 7/8
ARTWORK: 5
TECNICA: 7
ORIGINALITA’: 9
LONGEVITA’: 7,5
PRODUZIONE: 8
PERSONALITA’: 8
Grossi Diego: all music
1.Xenomorph
2.Return to Sphynxia
3.Lamb of Neverend
Xenomorph è un lavoro che risale al 2002, autoprodotto, in 66 copie.
Avevo già sentito parlare di Acherontia Styx e avevo dato uno sguardo ad una recensione del suo split con Tomhet.
Non è facile recensire ambient-industrial (tale è il genere proposto da questa one- man- band), perché inevitabilmente ci si scontra con la soggettività delle percezioni e con i condizionamenti emozionali (nonché estetico- musicali) durante l’ascolto.
Xenomorph è una creatura in agonia, il suo nero cuore pulsante di angoscia par essere un nichilismo luciferino che fa piazza pulita di ogni vuota speranza e di ogni utopia.
Le sequenze di campionamenti sono assemblate con cura e particolare attenzione al loro potenziale evocatico, in una logica quasi da colonna sonora.
Una vena vagamente marziale o percussiva di tanto in tanto affiora fra boati e opprimenti silenzi, che paiono quasi come raffigurazioni sonore di intimistiche riflessioni sull’esistenza, mentre in “lamb of neverend” possiamo assaporare momenti di ottimo spocken word.
In generale questo cd è un lavoro stilisticamente molto orientato, ma al contempo poliedrico, data la sua capacità di “includersi” altre influenze e che non teme di confrontarsi con la sperimentazione anche se intesa entro ambiti ben precisi.
Un lavoro molto originale anche se, sicuramente, non è per tutte le orecchie.
Recensore:
DnetX
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