VOTO: 6,5
ARTWORK: 5
TECNICA: 6,5
ORIGINALITA’: 6,5
LONGEVITA’: 6
PRODUZIONE: 6
PERSONALITA’: 6,5
Cryos: all music
1.Barbie Trip
2.Everybody's Dead
3.The End of Show
4.Ploratus
5.Lesbo Sado Dance
6.Dead Stars' Light
7.Human Model
8.Man a Machine
9.Ancient Poets (Scream of butterfly remix)
10.Crying People
11.The Model (industrial version)
Progetto fondato nel 1999 da Cryos, Asylium e' al suo terzo demo, dopo "Ploratus" (1999) e "Vox Silenti" (2000); la copertina e'
in puro Wumpscut-style (un simpatico scenario apocalittico da seconda guerra mondiale); l'album apre con Barbie Trip, intro industriale
violenta e solenne, dove campionamenti filtrati di un discorso si mischiano alle acclamazioni della folla; il disco prosegue con
Everybody's dead, brano elettronico :w:-oriented (c'e' quel senso di tragedia che lentamente ti attanaglia..), che parte bene ma si
evolve poco, risultando alla fine un po' ripetitivo; seguono The end of the show e Ploratus, buoni esempi di power-noise, potente e
marziale il primo, alienante il secondo; Lesbo sado dance e' un vero e proprio stupro sonoro, in cui ritmiche hardcore si mischiano a
sonorita' industrial (il mio pezzo preferito) mentre in Dead stars' light c'e' una caduta di tono, il brano dovrebbe risultare ossessivo
ma finisce per sfociare nella monotonia; il cd prosegue con le sonorita' elettro-pop acide di Human model e la cupa Man a Machine;
il remix di Ancient poets e' un buon tentativo di ebm, ma alla lunga il brano cade nella stasi, e in Cryng People si sviluppano
sinuose linee di synth che tuttavia rimangono fini a se stesse...; chiude The model, altro brano che ho trovato decisamente interessante
(sarei curioso di sentire la versione originale).
Nel complesso e' un demo eterogeneo; il progetto ha una matrice industriale di fondo (e dimostra di muoversi bene in tale ambito) in
cui l'elettronica appare piu' che altro come cornice; tuttavia i pochi brani piu' puramente elettronici sono ancora molto acerbi, ci
sono buone intuizioni che pero' non vengono sviluppate a dovere, i pezzi mancano di dinamismo e l'uso delle ritmiche e' ancora incerto.. peccato!
Rimane comunque un lavoro interessante, all'insegna della sperimentazione e per niente banale.
Recensore:
Tinky Winky
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