VOTO: 7
ARTWORK: 6,5
TECNICA: 7
ORIGINALITA’: 6
LONGEVITA’: 7
PRODUZIONE: 5,5
PERSONALITA’: 7
Antonio De Simone: guitars, backing vocals
Ernesto Rubino: guitars, backing vocals
Peppe Laria: bass
Ciccio Lampasi: vocals, drums
1.Death For Sale
2.Nevermore
3.Unhealthy War
4.Elegy
5.Iced Flame
Nati nel 2001 dalle ceneri degli Ezrael, i Rainoise sono un gruppo formato da
quattro elementi, provenienti da Cosenza, fautori di un heavy thrash death metal
molto legato agli anni ’80.
Premetto subito che la produzione, piuttosto scarsina, impedisce di godere
appieno di un prodotto particolarmente coinvolgente e di sicuro headbanging.
Rainoise si apre con “Death for sale”, una song molto vicina alle song di
Kill’em All dei Metallica, in cui riff ultraveloci, di chiara matrice thrash, si
vanno unire ad alcuni inserti death, tra cui la voce, che inizialmente mi ha
spiazzato un po’, perche’ distante dalle solita vocals che accompagnano
composizioni di questo tipo.
“Nevermore” rallenta un po’ il passo, giocando molto sui mid-tempo e sugli
stacchi di basso, che nella parte finale, dove si assiste ad una vera e propria
cavalcata, sembrano provenire direttamente dalle dita di Steve Harris dei
leggendari Iron Maiden.
Con “Unhealthy War” i ritmi si fanno piu’ serrati, mettendo pero’ in risalto
maggiormente il gusto per la melodia, che anche in questo caso aggiunge un tocco
in piu’ di personalita’ al pezzo, che raggiunge il suo culmine con un assolo al
fulmicotone in pieno stile eightees.
“Elegy” e’ invece una song strumentale, che mette in luce, ancora una volta,
l’amore del gruppo per i Metallica, questa volta del periodo di Master of
puppets. Non sto parlando di un pezzo clone dei Metallica, ma piu’ semplicemente
di una canzone che ricorda moltissimo a livello compositivo quanto fatto nel
passato dal colosso americano.
Il finale e’ di quelli col botto, tanto bella e’ la conclusiva “Iced Flame”,
song che si discosta dalle precedenti, per una maggiore attitudine verso il
power thrash, dimostrando una discreta duttilita’ compositiva.
L’unico appunto che mi sento di fare, oltre al neo della produzione, e’
criticare un po’, la prova del singer Ciccio, che in tutti e quattro i pezzi
cantati si mantiene sempre sulle stesse tonalita’, risultando alla lunga troppo
monocorde.
Recensore:
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