VOTO: 9
ARTWORK: 8
TECNICA: 9
ORIGINALITA’: 10
LONGEVITA’: 8
PRODUZIONE: 7
PERSONALITA’: 9
Archaon: vocals
Nocturnia: vocals
Lord Cagliostro: rithm. guitar
Ketorius: lead guitar
Elvoth: keyboards
Ison: bass guitar
Death: drums
1.Majesty and lunacy
2.Kalaven and Kantianz
3.Black legion
4.Mortuary epistle
5.Pain of living
6.Phantoma
7.Death close my eyes
8.Lord of time
GRUPPO: Vinterfrost
TITOLO: Legions of Time
ANNO: 2004
GENERE: Symphonic Black
DURATA: 28:27
WEB SITE:
www.vinterfrost.com
CONTACT: -
MP3: -
Prima di descrivere il lavoro che ho tra le mani, spendo due parole sul gruppo
in questione: i Vinterfrost. Si formano nel 2002 per volere di Elvoth
(tastierista) e Baron Samedi (chitarrista che successivamente passerà dietro al
microfono fin quando verrà allontanato nel 2003), con il chiaro intento di
proporre un black sinfonico devoto ai fin-troppo-nominati Cradle of filth, Dimmu
Borgir, Emperor e compagnia "sinfoneggiante".
Dopo aver affrontato un periodo
negativo che ha presupposto la mancanza di elementi nel gruppo, il combo
torinese ha registrato la prima demo "Shadow,Pain,Death" nel novembre del 2002
(internata qualche mese prima nel gruppo Nocturnia, cantante dotata di un ottima
voce).Per i due anni successivi, i Vinterfrost cambieranno ancora componenti
fino a raggiungere una line-up stabile con la quale incidere Legions of Time e
suonare numerosi concerti (da segnalare il terzo posto guadagnato al concorso
Torino Sotteranea 2003) che permetteranno loro di assestarsi tra i migliori
gruppi dell'underground di Torino.
Registrata nel 2004 con due membri sostituiti
recentemente(entrati Gozer e Dahaka al posto di, rispettivamente, Lord
Cagliostro alla chitarra e Death alla batteria) la seconda demo dei Vinterfrost
è qualcosa di meraviglioso.
Mi avvicinai a questo gruppo settimane addietro
quando sentii che avevano suonato di supporto alla storica band Opera IX
mettendo in piedi un ottimo spettacolo che impressionò i presenti. Adesso, dopo
molte vicissitudini, mi trovo qui a dover dare un voto ad un lavoro di ottima
fattura e intensità melodica.
L'opener Majesty and Lunacy preavvisa le
atmosfere tetre della ferocissima Kalaven and Kantinz, potente brano
caratterizzato da un cantato ottimo (sia maschile che femminile) che rimane
perfettamente in linea con le composizioni. Spettacolare il refrain della
successiva Black Legion, tanto melodica quanto immediata. Seguono le mie
preferite: Mortuary Epistle, Pain of living e Phantoma. Mi sono soffermato più
volte su questi tre episodi che mi hanno trasmesso, senza mezzi termini, la
carica oscura che tanto mi fa amare questo genere, cariche devastanti, riff
stupefacenti, il tutto in un incedere di rabbia e alternanze melodiche
tecnicamente valide. Ancora una volta, i due cantanti riescono a dilazionare
perfettamente il loro operato in modo sapiente ed efficace.
Punto di forza del
disco, la componente melodica che converge tastiere e chitarre quasi a formare
un muro sonoro che rimanda alle più belle composizioni del genere più afflitto
della terra. Le due ultime canzoni spezzano il filone creato dalle precedenti e
annettono al lavoro altri inserti compositivi dove si nota un ritorno alle
cariche intramezzate da atmosfere ancestrali e oscure (senza preamboli premetto
che il tastierista suona in maniera professionalmente ottima). Pensare che mi
trovo al cospetto di un semplice demo che attesta l'esistenza ed il valore di
una band che, a mio dire, sarebbe in grado di registrare un full-lenght che li
annoveri tra i gruppi migliori in circolazione.
Aspettiamo fiduciosi l'esordio
che, a mio avviso, sarà un capolavoro del black italiano. Un motivo in più per
amare questo paese...
Recensore:
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